Sul sentiero Rommel

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“Abitare nel Feltrino significa essere a quattro passi dalle prime linee, dai luoghi dove si affrontarono sanguinosamente uomini di tutt’Europa. Qui, sulle balze e sui crinali che conducono al Monte Grappa, tutto parla della guerra di 80 anni fa. Ovunque si sviluppano sistemi di trincee, camminamenti e gallerie; ad ogni angolo parte una mulattiera, un sentiero che fu calcato da migliaia di soldati”

Da “Itinerari tra uomini, fatti e luoghi dell’anno della fame 1917-1918” Marco Rech, 1998

“Venne la neve, montagne di neve, e gli uomini di tutti e due gli schieramenti, annidati a quell’altitudine, cominciarono a soffrire il freddo intenso, ad ammalarsi e a congelarsi, mentre la guerra ristagnava”

Da “ Il Bosco degli Eroi , Arte, Natura e Storia sul campo di battaglia” Marco Rech e Serena Turrin, 2019

La Proloco di Alano di Piave ha tratto spunto dai testi di cui sopra per proporre due eventi a carattere storico con il Prof. Marco Rech.

Il primo il 29 marzo, una serata dal titolo “Rommel sul fronte italiano da Caporetto al Grappa”, ha attirato una settantina di appassionati della Grande Guerra.

Il secondo, una camminata storico – naturalistica lungo il “Sentiero Rommel”, ha richiamato oltre 40 persone provenienti da un raggio di circa 50 km.

L’escursione sul sentiero Rommel il 7 aprile 2019

Il gruppo, partito dal Pont de la Stua, ha affrontato gli 800 mt di dislivello per raggiungere Casera Spinoncia, sorpreso di trovare, a due passi dalla pianura, un territorio molto impervio e proprio per questo ancora piuttosto integro, dalle caratteristiche marcatamente montane, con scorci spettacolari.

Molto apprezzata l’esposizione storica del Prof. Rech che ha saputo comunicare sia gli aspetti tecnici degli eventi bellici che quelli umani, ricordando le sofferenze ed i disagi subiti dagli eserciti di ambo le parti, dalla popolazione, costretta al profugato, e dal paese stesso che, con le sue frazioni, andò quasi completamente distrutto.

Il tutto reso ulteriormente vivo ed emotivamente partecipato dal fatto di trovarsi lì, “sulle balze e sui crinali”, dove la storia parla.

Interessanti anche gli aspetti naturalistici del percorso, grazie alla presenza di flora rara e protetta come il tasso, albero tipico dei luoghi chiusi e dal cui legno si ricavavano gli archi, della primula “Orecchia d’orso”, endemica delle rupi ombrose o del raponzolo di roccia, tipico di altitudini maggiori.

L’escursione ha confermato ancora una volta che un luogo “raccontato” riesce a comunicare storie ed emozioni che invitano l’ospite a tornare.

I partecipanti, visibilmente soddisfatti, hanno infatti salutato gli organizzatori con un “grazie, alla prossima”, a riprova del fatto che il nostro territorio ha tutte le carte in regola per accogliere un turismo slow, educato, rispettoso dell’ambiente e desideroso di conoscere i vari aspetti dei luoghi visitati.

La Proloco ringrazia i partecipanti e quanti hanno contribuito, a vario titolo, alla riuscita dei due eventi.

Qui la pagina esplicativa del sentiero.

Le foto dell’evento:

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