I nostri comuni

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Le origini del comune, seppur antichissime, sono incerte.
Per certo vi dovevano essere degli insediamenti nella zona già in età romana: confermate dal ritrovamento di un miliario romano a Fener, un prolungamento della via Aurelia che congiungeva “Patavium” (Padova) ad “Acelum” (Asolo).

La prima attestazione etimologica di Alano, secondo alcuni, all’orda barbarica degli Alani, e, secondo altri, più modestamente, alla lavorazione della lana, un tempo assai diffusa nella zona. Successivamente, a partire dal X–XI secolo, le notizie sulla comunità s’infittiscono: il  succedersi di governi diversi nel controllo di Alano e dei territori limitrofi, costantemente contesi tra i vari signori di Feltre e Treviso, portò con sè molta confusione.

Gli alanesi subirono i tristi effetti di queste lotte e dei combattimenti della guerra di Cambrai (1400-1500) per il possesso della trecentesca fortezza di Castelnuovo, dalla quale si dominavano le vie stradale e fluviale.

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La gente del posto, dedita per lo più alla pastorizia dato lo scarso reddito che derivava dall’agricoltura, assai difficile in un territorio così vario e poco pianeggiante.

Per tre secoli, a partire dai primi decenni del ‘500, visse dei periodi tranquilli e fiorenti; si specializzò sempre più in fruttuose attività artigianali quali la lavorazione della lana, del baco da seta, del ferro e la produzione di calce.

La vicinanza del Piave fece di Fener un discreto centro di commerci.

I drammatici avvenimenti che durante il primo conflitto mondiale travolsero la conca di Alano situata in zona neutra e pertanto colpita dalle artiglierie austriaca e italiana che ne devastarono letteralmente il territorio.

Non meno tragici furono gli anni del secondo conflitto mondiale.

Gli alanesi guardarono, così, all’Europa e alle Americhe, verso cui emigrarono numerosi come avevano fatto i loro antenati tra l’800 e il ‘900.

Negli ultimi anni Alano ha conosciuto un notevole incremento delle attività artigianali, particolarmente nei settori dell’occhialeria, dei lampadari e della falegnameria.

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Le sue origini risalgono all’epoca romana, come testimoniano alcuni reperti archeologici trovati nella zona. Nel Medioevo Quero acquisì importanza strategica grazie alla sua posizione lungo la via Claudia Augusta, un antico tracciato commerciale.

Durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, Quero fece parte della podesteria di Feltre, beneficiando di una relativa stabilità politica ed economica.
Grazie alla posizione strategica di Castelnuovo, che fu oggetto di mire per il potere per secoli.

Tuttavia, il territorio fu spesso teatro di scontri, in particolare durante le guerre napoleoniche e, più tardi, nella Prima Guerra Mondiale, quando fu duramente colpito dalle battaglie lungo il fronte del Piave.

Dopo la devastazione del conflitto, Quero visse un lento ma costante processo di rinascita. Gli anni successivi furono segnati da una forte emigrazione, soprattutto verso l’America e l’Europa del Nord, a causa delle difficili condizioni economiche.

Nel corso del Novecento, Quero si trasformò gradualmente da centro agricolo a una comunità più diversificata, con piccoli insediamenti artigianali e industriali. La vicinanza al fiume Piave ha sempre rappresentato una risorsa importante, sia per l’irrigazione che per la produzione di energia idroelettrica.

Le origini del territorio risalgono a epoche antiche, con insediamenti preromani e successivamente romani, come dimostrano i ritrovamenti archeologici nella zona.

Durante il Medioevo, il territorio fu dominato da famiglie nobili locali, e successivamente passò sotto il controllo della Serenissima Repubblica di Venezia.

Per secoli, l’economia del paese si è basata sull’agricoltura, l’allevamento e la lavorazione del legno, favorita dalla ricca presenza di boschi.

La vita a Seren del Grappa era scandita da ritmi semplici e legati alla terra, ma anche da una forte coesione comunitaria, visibile ancora oggi nelle numerose frazioni che compongono il comune.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Seren fu tragicamente coinvolto nel conflitto. Dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, l’area divenne retrovia del fronte del Grappa, subendo distruzioni, deportazioni e pesanti bombardamenti. Le montagne attorno al paese sono ancora oggi disseminate di trincee, gallerie e cimiteri di guerra, che ne fanno un importante luogo della memoria.

Nel dopoguerra, nonostante le difficoltà, la popolazione ricostruì con determinazione il paese. Come in molte altre zone montane, il secondo dopoguerra vide un forte fenomeno migratorio.

Negli anni successivi, però, Seren riuscì a conservare il proprio tessuto sociale e le sue tradizioni.

Fonte foto storiche: Fotogruppo e Archivio Storico Feltrino