Nino Cela nasce a Valdobbiadene nel 1921.
Nel 1928 si trasferisce con la famiglia a Fener, frazione di Alano di Piave.
Qui frequenta le scuole elementari, dove iniziano a manifestarsi le prime difficoltà nell’esprimersi in italiano.
Durante l’adolescenza si distingue per le sue doti artistiche e sportive.
È un uomo dalle molte passioni, curioso, poliedrico.
La sua formazione superiore viene interrotta dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Chiamato al servizio militare obbligatorio, è costretto a spostarsi in diverse zone a causa del conflitto, fino a essere internato in uno dei più duri campi di concentramento in Germania, a Neuwied.
Dopo essere riuscito a fuggire dal campo, rientra in Italia, si sposa e costruisce una famiglia, conducendo una vita semplice ma intensa, sempre alimentata dalle sue passioni: il disegno, la poesia e l’impegno civile.
Partecipa attivamente alla vita del paese, anche come presidente del gruppo Alpini Valdeora.
Con il sopraggiungere della pensione, si dedica con entusiasmo alla “folisca che no more” — la scintilla che non muore —, esprimendosi attraverso la pittura e la poesia.
Per la poesia fa una scelta coraggiosa: scrive in dialetto, raccontando il suo territorio e la sua interiorità con autenticità e trasparenza, mettendosi a nudo senza riserve.
Il messaggio che Nino Cela ci lascia è semplice e potente, derivante anche da ciò che la vita ha vissuto: le cose belle sono attorno a noi. Basta fermarsi, guardare con attenzione e avere l’animo aperto per vederle davvero.
Nel 2019 la nostra Pro Loco ha deciso di organizzare una sua personale e alcune serate dove suoi conoscenti raccontavano chi era e venivano lette alcune sue poesie.
Lo scopo era mostrare a tutti l’artista e la persona che era Nino Cela.
GALLERIA










































