đ° Resti del Palazzo Conti Franzoia
A Colmirano dove oggi si trova la piazza, sorgeva un tempo il Palazzo abitato dai Conti Franzoia, una famiglia ricca che alla fine del XIX Secolo possedeva buona parte dei territori di Colmirano e delle montagne limitrofe.
Il Palazzo (probabilmente costruito intorno alla prima metĂ del 1600) costituĂŹ lâelemento di spicco del paese per almeno tre secoli, dal punto di vista architettonico e come centro gravitazionale attorno al quale ruotava la ricchezza e la vita dellâintera comunitĂ di Colmirano.
Poco rimane oggi del Palazzo, dopo i bombardamenti della Prima e Seconda Guerra:
- lâarco che sovrasta la piazza del paese;
- alcuni archi appartenenti ai magazzini del PalazzoÂ
- alcuni residui architettonici inglobati nelle nuove costruzioni, come muri esterni e parte del muro di cinta.
đď¸ Museo civico Territoriale della Grande Guerra e Museo degli Emigranti
Il Museo si sviluppa in cinque sale espositive che presentano alcuni eventi della Prima Guerra Mondiale, seguendo un percorso didattico per tematiche principali.Â
Spazi dedicati allâoggettistica della vita di trincea ed alle armi.
Stazioni multimediali che presentano le immagini della guerra.
Sono proposte foto, documenti e carte originali del 1915-1918.
Di particolare rilievo lo spazio dedicato al ârecuperanteâ, una persona che viveva col recupero dei reperti bellici rimasti dopo la Grande Guerra.
Inoltre, con la cooperazione con l’associazione Ex Emigranti di Alano si è creata anche un ala dedicata agli emigranti.
Un vero e proprio viaggio all’interno della nostra storia.Â
Al momento chiuso per ristrutturazione.
đď¸ Parco del Piave
Il bacino del Piave offre molteplici opportunitaĚ ricreative e turistiche, connesse non solo al viaggio fluviale.Â
Il corso del Piave eĚ caratterizzato da eccezionali valenze ambientali; i bassi fondali, la frequente presenza di spiagge di sabbia fine, lâacqua trasparente, le numerose rapide, la possibilitaĚ di praticare la pesca alla trota e la discreta lontananza dai centri abitati sono i principali requisiti che attraggono verso queste sponde numerosi turisti.
đ Miliario romano
Nel centro abitato di Fener dalla statale n. 348 âFeltrinaâ si stacca, sulla destra di chi procede verso Nord, la strada dove esiste il cippo romano.
Di fronte a queste, una colonna in pietra bianca, originaria del luogo, bene conservata, distante dallâattuale strada circa 5 metri, eretta nel centro del giardinetto. Il miliario di Fener indica la distanza XI miglia da Feltre e quella identica tra Fener e Asolo.
Un prolungamento della via Aurelia che congiungeva âPataviumâ (Padova) ad âAcelumâ (Asolo).
⪠Chiesa di San Michele Arcangelo (Fener)
Nominata nel 1455 come chiesa campestre âsub vocabulo Sancti Michaelisâ dipendente da San Ulderico di Campo, subĂŹ gravi danni nel 1917-1918.
Attualmente si trovano: Altare maggiore con la pala di San Michele arcangelo; Altare del Sacro Cuore; Altare della Vergine del Carmelo; Altare di SantâAntonio.
Sul piazzale retrostante la chiesa vi è la statua della Madonna del Carmelo, considerata la piÚ antica della zona.
⪠Chiesa SantâAntonio Abate (Alano)
Della chiesa di San Antonio Abate si ha notizia fin dal 1461, ma nel 1535 veniva definita âmolto vecchiaâ. Diventa chiesa parrocchiale nel 1792.
Nel 1809 viene fornita di cinque nuovi altari (Altare Maggiore, Altare della
Santa Croce, Altare dellâImmacolata, Altare di SantâAntonio di Padova, Altar della Madonna del Rosario).
Allâinterno della chiesa vi eĚ la pala di San Antonio Abate del Tizianello. La chiesa fu quasi completamente distrutta nel 1917, ricostruita nel primo do- poguerra (1921) e completata nel 1926.
⪠Chiesa di SantâUlderico (Campo)
In centro a Campo, precisamente in piazza Forcellini, sorge le chiesa dedicata a SantâUlderico.
La prima notizia della chiesa è del 1193. Lâattuale è quella ricostruita dopo la Prima Guerra Mondiale.
Attualmente vi si trovano: altare maggiore (Pala di SantâUlderico); altare della Madonna del Rosario; Altare del Sacro Cuore; altare di Santa Barbara dono dei minatori; altare di SantâAntonio di Padova. Nella chiesa di San Ulderico è sepolto Egidio Forcellini
âŞOratorio San Vittore
à una chiesa minore. La sua origine è da collegarsi alle vicende della traslazione dei corpi dei Santi Vittore e Corona a Feltre e di Vincenzo Comirano, crociato con Giovanni da Vidor.
SubĂŹ parecchi rifacimenti e restauri, particolarmente nel 1672, nel 1928 e nel 1972.
Attualmente si trovano: lâaltare principale (in onore di San Vittore con statua in legno dello Stuflesser); lâaltare laterale (Madonna Immacolata in marmo del Marchiori).
Nel 1972 sono state sistemate alle pareti laterali quattro tele di V. Piasentini con le storie dei Santi Vittore e Corona.
⪠Oratorio San Lorenzo
Se ne ha notizia sicura fin dal 1455, ma è piÚ vecchio. Ricostruito nel 1927 e restaurato nel 1974 e nel 2000 ad opera di molti volontari. Nel 1644 è segnalato un altare dedicato a San Giovanni Nepomuceno, protettore delle acque.
Attualmente si trovano: Altare principale: statua di San Lorenzo; Altare laterale: statua di San Luigi Gonzaga; ai lati dellâaltare di San Lorenzo: Sacro Cuore di GesĂš e Maria Immacolata.
⪠Capitello Madonna di TessÊre
Il capitello della Madonna di Tessere si trova in localitĂ Col di Tessere e delimita il confine tra le parrocchie di Campo e di Alano.
Il sacello è stato costruito in onore della Maternità di Maria Vergine (Madonn acon bambino ed angelo).
Il capitello della Madonna di Tessere è precedente il 1647. Lâattuale struttura e la costruzione dei chiostri risale al 1930.
Unâampia gradinata porta allâingresso del sacello, rialzato sul livello del piazzale e abbellito da un pronao sorretto da due colonne.
Ai lati, come due ali, si distendono i due chiostri. Allâinterno del sacello, sopra lâaltare, lâimmagine ritenuta miracolosa della Madonna di Tessere: una MaternitĂ di buona fattura, databile verso il 1600, incorniciata da roselline dipinte.
Il capitello, che sorge su un ampio piazzale con ai lati una croce e la chiesetta dedicata a San Giuseppe, è forse il piÚ antico della zona, certamente il piÚ importante e rinomato, un vero e proprio santuario che in molte occasioni passate e recenti (pestilenze, carestie, guerre, siccità calamità varie) è stato meta di pellegrinaggi delle popolazioni di Alano, di Quero, di Vas e di Segusino.
đď¸ Monumento Egidio Forcellini
Nellâottobre del 1879, presso il ponte sul Torrente Tegorzo, a Fener, viene inaugurato alla presenza di alte autoritĂ della cultura e della politica, il monumento ad Egidio Forcellini.
Forcellini, conosciuto e stimato dagli speciali- sti della filologia e dai poeti, è considerato da molti il âPrincipe dei lessicografiâ, la sua opera monumentale è il âLessicoâ (âLexicon totius latinitatisâ).
Il monumento, a base triangolare, terminante in una cuspide piramidale in pietra viva e alto una dozzina di metri, ideato dallâingegnere querese Giovanni Faccinetto, è opera dellâingegner Rossi di Feltre.
đ§ââď¸ Falesia Pont de la stua
Situata poco lontano dal caratteristico ponte in pietra chiamato Pont de la Stua, questa falesia e piu piccola rispetto a quella di Schievenin, ma non per questo meno interessante.
Le vie sono prevalentemente corte e tecniche, spesso verticali, con prese precise e appoggi sottili.
E un luogo ideale per chi cerca l’allenamento di forza e precisione in un contesto tranquillo e poco affollato.
La zona e immersa nel verde e attraversata da sentieri che si prestano a passeggiate rilassanti.
Il rumore del torrente che scorre vicino alla base delle pareti rende lambiente ancora piu suggestivo.
Per la sua accessibilita e bellezza, e un piccolo gioiello nascosto del mondo dellarrampicata veneta.
đިâ Cave dei Masarè
Il toponimo, probabilmente derivato dal vocabolo latino maceries,  tipico di zone in cui veniva cavato materiale da costruzione. Qui i massi venivano estratti, spaccati in varie misure con mazze e cunei e sbozzati.
DopodichĂŠ si procedeva al trasporto a valle, per mezzo delle âmusseâ, e poi con carri trainati da animali lungo le mulattiere piĂš comodamente transitabili.
Tutta lâattivitĂ che si svolgeva ai Masarè è documentata da testimonianze materiali: le âmasiĂŠreâ, ovvero le pietraie formate dai pezzi di scarto, i ricoveri con muri a secco che ospitavano gli scalpellini e i vari sentieri lungo i quali si trasportava il materiale sono ancora perfettamente visibili.Â
đިâ Geosito della Val Calcino
E’ esposto per circa 500 metri lungo le sponde del torrente Calcino, tra i centri abitati di Campo e Colmirano.Â
Il sito è di grande importanza a livello mondiale. Allâinterno del geosito sono stati riconosciuti e tuttora studiati, due particolari eventi della storia geologica del nostro pianeta di enorme rilevanza, che rendono il sito di grande importanza a livello mondiale. Il primo dei due corrisponde ad un evento di riscaldamento globale durato circa 500.000 anni noto come MECO, âregistratoâ nelle marne del geosito, mentre il secondo ancora in fase di studio, rappresenta la transizione tra i piani Bartoniano e Priaboniano, e contribuirebbe a definire con piĂš precisione la storia geologica del nostro pianeta
đď¸ Cimitero Militare Germanico
Sulla sommità del Col Maor è situato il Cimitero Militare Germanico della Prima Guerra Mondiale.
Interamente costruito in granito, il mausoleo contiene le spoglie di 229 soldati appartenenti al corpo alpino germanico e 3236 austroungarici.
Lo scenario dalla cima dellâossario spazia su tutta la valle del Piave.
đď¸ Area Monumentale Monte Cornella
Sulle pendici del Monte Cornella, teatro di aspre battaglie durante la Grande Guerra, sorgono i due monumenti dedicati, in ricordo del loro massimo sacrificio per la difesa della Patria, ai due sottotenenti Giulio Gargiulo del 23° Reggimento Fanteria della Brigata Como e Carlo DaccoĚ del 2° Artiglieria di Montagna, morti nel novembre 1917 e decorati della Medaglia dâArgento al Valore Militare.
Poco distante ai due monumenti câeĚ la piazzola dâosservazione.
Lâarea monumentale si raggiunge percorrendo il sentiero che parte dalla localitaĚ âCasette Rosseâ.
đŻ Castel Nuovo
Una vera e propria fortezza medievale costruita nel 1376 da Jacopo Cavalli, capitano generale della Serenissima, per difendere la repubblica veneta dagli attacchi nemici.
EĚ dotata di due torri, ma un tempo una terza era eretta sulla sponda opposta del Piave.
Una grossa catena tesa tra le due torri sulle due rive serviva per gestire il pedaggio al passaggio delle zattere sul fiume.
Tra le mura del castello nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 1511 si compiĚ lâevento prodigioso della liberazione di San Girolamo Emiliani.
Capitano della Repubblica di Venezia, Girolamo Emiliani fu fatto prigioniero durante la guerra contro la lega di Cambrai e rinchiuso nella torre nel castello.
InvocoĚ la Vergine Maria che apparve e gli consegnoĚ le chiavi della torre dovâera rinchiuso. Illuminato cosiĚ dalla grazia divina dedicoĚ il resto della vita alla cura amorevole degli orfani tanto da essere proclamato dalla Chiesa Padre e Patrono universale degli orfani e della gioventuĚ abbandonata.
FondoĚ la congregazione dei padri Soma- schi alla quale appartiene oggi Castelnuovo.
⪠Oratorio di San Valentino (Quero)
Edificato nel 1696, lâoratorio dedicato al Santo degli innamorati che sorge in riva al torrente Tegorzo eĚ una meta ideale per una passeggiata nel verde e nella quiete e per un pic-nic dato che la localitaĚ eĚ stata appositamente attrezzata.
Il 14 Febbraio si svolge la tradizionale e rinomata festa, che oltre alla Messa, prevede la benedizione della arance (frutto dei fiori dellâarancio con i quali si adornano le spose il giorno del matrimonio) che vengono poi distribuite ai convenuti e lanciate lungo i pendii attorno allâoratorio.
Allâinterno dellâoratorio la pala dellâaltare rappresenta San Valentino, con le insegne del martirio, e ai suoi piedi un cieco e una mamma con il figlioletto epilettico, a rappresentare alcuni dei miracoli ad esso attribuiti.
⪠Falesia di Schievenin
La falesia di Schievenin e uno dei luoghi simbolo per l’arrampicata sportiva del Veneto.
Situata in una suggestiva valle incastonata tra le Prealpi bellunesi, offre centinaia di vie su roccia calcarea solida e grigia, con difficolta che vanno dal livello base fino al grado 8.
E molto frequentata tutto l’anno grazie alla varietĂ di esposizioni, che permettono di trovare sempre una parete adatta alla stagione.
L’ambiente e selvaggio ma accessibile, con pareti che si affacciano su torrenti, prati e boschi.
Non mancano zone attrezzate per chi vuole semplicemente godersi la natura o fare una passeggiata.
 Un luogo dove la roccia incontra il silenzio delle montagne
đ˛ Castegner del Balech
E’ un antico insediamento rurale in quota, situato tra pascoli aperti e boschi radi. Il nome deriva da âcastagneriâ, antiche strutture in pietra usate per lâessiccazione delle castagne, e âBalechâ, toponimo locale.
Ancora oggi si possono vedere i resti dei muri a secco e delle vecchie capanne, testimoni della vita semplice e dura di un tempo.
Ă una meta affascinante per chi ama la storia del territorio e le escursioni in ambienti autentici.
Il luogo è raggiungibile con una piacevole camminata da Setteville e si presta bene a soste fotografiche o picnic.
In autunno, i colori della vegetazione rendono il paesaggio particolarmente suggestivo
â°ď¸ Valle inferno
Nonostante il nome drammatico, la Valle Inferno è un angolo selvaggio e affascinante delle prealpi bellunesi.
Si tratta di una gola stretta e boscosa, con pareti alte e ombrose, attraversata da sentieri impervi ma emozionanti.
Ideale per chi cerca unâescursione fuori dai percorsi battuti, offre un contatto diretto con una natura incontaminata.
Il microclima fresco e umido favorisce la crescita di muschi, felci e piante rare.
Lungo il percorso si trovano ruscelli, piccole cascate e formazioni rocciose uniche.
Ă un luogo adatto a escursionisti esperti o accompagnati, e particolarmente affascinante nella stagione primaverile, quando lâacqua è abbondante e la vegetazione esplode di vita.
đ Grotta Lourdes
Luogo di grande pace e serenitaĚ, la grotta naturale della Madonna di Lourdes situata in fondo ad un bosco di abeti si raggiunge percorrendo un sentiero a zig zag cosparso di stazioni della Via Crucis.
Stazione dopo stazione il percorso incantevole, che arricchisce lâanimo di chiunque lo compia con meditazione, conduce allâantro roccioso che ospita una statua della Madonna di Lourdes e una di Bernardette.
đ Grotta Santa Barbara
Situata infondo allâabitato di Schievenin (frazione del comune di Quero), eĚ un cavo naturale, allargato con piuĚ di 400 mine e ben 500 giornate di lavoro gratuite.
Voluta dagli abitanti della valle fu terminata nellâinverno del 1924.
Alla grotta ci si arriva salendo una bellissima scalinata in pietra, allâinterno della grotta si puoĚ ammirare lâaltare in pietra ed incastonata in una nicchia della roccia la statua di Santa Barbara, protettrice dei minatori.
Ai piedi della scalinata dâaccesso alla grotta, la zona eĚ stata abbellita con un piccolo parcheggio, alcuni tavolini e panchine in legno adatte ad una sosta pic-nic.
đ§ Fonte del Tegorzo
E’ una sorgente naturale di acqua freschissima che sgorga ai piedi dellâomonimo monte, molto amata dagli abitanti della zona e dagli escursionisti.
Lâacqua è limpida, potabile e spesso raccolta in borracce dai camminatori che attraversano i sentieri vicini.
Lâarea intorno alla fonte è ombreggiata, con tavoli in legno, ideali per una sosta.
Ă un luogo suggestivo per rilassarsi e ascoltare il suono dellâacqua che scorre.
â°ď¸ LA VALLE DI SCHIEVENIN
La naturale bellezza della Valle di Schievenin non puoĚ che ammaliare chi percorre questi luoghi, per scoprire la storia e le forme di vita che vi dimorano.
Un itinerario dove si pregustano le bellezze di una natura vergine che si offre agli escursionisti desiderosi di conoscere nuovi percorsi alternativi che, fortunatamente risparmiati dal rumoroso transito delle solite vie estive, offrono la preziosa ed ormai rara opportunitaĚ di poter godere dei silenzi e della superba bellezza di ambienti alpini ancora naturali ed incontaminati.
La Valle di Schievenin presenta la possibilitaĚ di avviare lâappassionato del trekking verso tre differenti specialitaĚ escursionistiche
⪠Chiesa di Seren
La nuova chiesa di Seren fu costruita nel XVIII secolo.
Le cause che ne determinarono la costruzione furono due: una materiale e lâaltra socio – religiosa.
In primo luogo era importante sostituire fisicamente la vecchia e precaria chiesa di S. Zenone che aveva subito parecchie lesioni provocate da franamenti e che comunque era distante dal centro del paese.
Il secondo motivo si ricollega al naturale incremento della popolazione accentuato in quel tempo e alla volontaĚ di costituire una parrocchia separata da quella di Rasai.
La concessione per la costruzione della chiesa porta la data del 7 dicembre 1770 e venne conclusa in sette anni.
La facciata fu rifinita solo nel 1823
⪠Chiesa di San Siro
Sorge a circa 3,5 km da Seren in una ampio pianoro prativo circondato da abitazioni e da un ricco parco faunistico.
Fu costruita certamente prima del 1200 (e questo eĚ documentato) ma la data della consacrazione non ci eĚ pervenuta con certezza. Nel XVII e XVIII secolo la chiesa ospitoĚ le anime eremitiche della comunitaĚ e di questo fenomeno esiste unâampia documentazione.
La chiesa oggi si presenta in ottimo stato ed eĚ costituita da un ampio pronao, da unâunica navata che sfocia in un maestoso presbiterio e da una piccola ma graziosa sacrestia.
⪠Chiesa di Caupo
Lâattuale posizione della chiesa di Caupo ha una precisa spiegazione storica.
Nel 1304 ci fu una spaventosa alluvione che distrusse tutto il paese e quindi anche la vecchia chiesa che si trovava lungo lâodierna via Arten.
Quando il paese fu ricostruito, il nuovo edificio religioso fu posizionato in alto e lontano da altre eventuali alluvioni.
Sulla facciata eĚ affrescato S. Cristoforo che porta sulle spalle il bambino GesuĚ.
Nel XVII secolo la chiesa fu allargata e furono costruiti anche i due altari laterali.
Anticamente il cimitero si trovava di fianco la chiesa e solo piuĚ tardi fu spostato in basso dove si trova anche oggi.
đâđĽâ Casel Loc . Stalle
Il comune di Seren ne contava piuĚ di uno.
Questi edifici erano delle latterie dove veniva portato tutto il latte della zona; anche in valle ne confluivano quantitaĚ considerevoli (in quello delle âStalleâ ne giungevano anche 9 quinta- li ogni due giorni).
Oggi queste latterie sono state ristrutturate a cura delle associazioni locali e vengono usate con scopi sociali e ludici.
In autunno i bambini delle scuole possono ancora assistere alla produzione dimostrativa di formaggio, burro e ricotta.
đĽ La Fornace
Costruita nel 1921 su iniziativa della famiglia Secco di Caupo per utilizzare la grande quantitaĚ di legname schiantato durante gli eventi bellici del 1915-1918.
Lo scopo era la produzione di calce; per ottenerla si usavano i sassi cosiĚ detti âcalzinerâ che contenevano cioeĚ alte percentuali di questa materia.
I sassi venivano introdotti dallâalto e il fuoco si accendeva dal basso; lentamente il calore generava un processo dal quale si ricavava la calce che poi veniva venduta o usata in loco.
Oggi intorno alla fornace câeĚ un bellissimo punto ristoro e proprio da qui parte un sentiero che porta fino alle cime piuĚ alte del massiccio del Grappa.
đ Casa Prassolan
Chi ama la montagna e desidera percorrere gli innumerevoli sentieri, scoprirne la ricchezza della vegetazione, della fauna, della storia, troveraĚ in Casa Prassolan, nella verde conca delle Bocchette, ai piedi del Monte Grappa, il luogo ideale in cui soggiornare.
Casa Prassolan, situata a 1.300 metri di altitudine, eĚ un ottimo punto di partenza per escursioni orientate alla scoperta delle particolaritaĚ naturalistiche, storiche e antropologiche del Monte Grappa.
A partire dalla struttura eĚ possibile raggiungere Cima Grappa in poco piuĚ di unâora, visitare i luoghi della Grande Guerra, accedere allâAlta Via degli Eroi.
A poca distanza da casa Prassolan, inoltre, passa il percorso dellâAnello naturalistico del Grappa, lungo il quale sono illustrati, attraverso pannelli didattici, i piuĚ importanti aspetti botanici, faunistici e storici del Massiccio del Grappa.
đď¸ Museo Fotografico della Grande Guerra di Seren del Grappa
Il museo espone il materiale fotografico relativo ai comuni del Grappa: scatti realizzati dai fotografi dellâesercito austro-ungarico nellâanno di invasione 1917-1918, che provengono in larga parte dagli archivi di Stato e dal Museo della Guerra di Vienna.
Trovano collocazione anche decine di reperti bellici, come proiettili per artiglieria sia italiani che austro-ungarici, documenti quali volantini propagandistici, cartine ufficiali, passaporti e altri documenti ufficiali, spolette e inneschi, materiale personale rinvenuto nelle trincee.
Il tutto organizzato per temi: lâinvasione, Feltre e il feltrino, le opere di guerra, la Guerra, la gente e i luoghi.
Apertura: Rivolgersi alla Biblioteca Comunale che si trova nello stesso edificio: mercoledĂŹ dalle 9.00 alle 12.00 e venerdĂŹ dalle 14.00 alle 18.00
 Fojaroi
Queste costruzioni hanno la particolarità di avere la copertura del tetto fatta con frasche di faggio; la tradizione si è mantenuta viva sino agli anni della seconda guerra.
Il taglio dei rami deve essere effettuato con lâultima luna calante di agosto che coincide con lâapice vegetativo delle piante; in questo modo le foglie hanno una resistenza maggiore.
Passando per la val Granda e seguendo lâitinerario si ritorna al punto di partenza.