š° Resti del Palazzo Conti Franzoia
A Colmirano dove oggi si trova la piazza, sorgeva un tempo il Palazzo abitato dai Conti Franzoia, una famiglia ricca che alla fine del XIX Secolo possedeva buona parte dei territori di Colmirano e delle montagne limitrofe.
Il Palazzo (probabilmente costruito intorno alla prima metĆ del 1600) costituƬ lāelemento di spicco del paese per almeno tre secoli, dal punto di vista architettonico eĀ come centro gravitazionale attorno al quale ruotava la ricchezza e la vita dellāintera comunitĆ di Colmirano.
Poco rimane oggi del Palazzo, dopo i bombardamenti della Prima e Seconda Guerra:
- lāarco che sovrasta la piazza del paese;
- alcuni archi appartenenti ai magazzini del PalazzoĀ
- alcuni residui architettonici inglobati nelle nuove costruzioni, come muri esterni e parte del muro di cinta.
šļø Museo civico Territoriale della Grande Guerra e Museo degli Emigranti
Il Museo si sviluppa in cinque sale espositive che presentano alcuni eventi della Prima Guerra Mondiale, seguendo un percorso didattico per tematiche principali.Ā
Spazi dedicati allāoggettistica della vita di trincea ed alle armi.
Stazioni multimediali che presentano le immagini della guerra.
Sono proposte foto, documenti e carte originali del 1915-1918.
Di particolare rilievo lo spazio dedicato al ārecuperanteā, una persona che viveva col recupero dei reperti bellici rimasti dopo la Grande Guerra.
Inoltre, con la cooperazione con l’associazione Ex Emigranti di Alano si ĆØ creata anche un ala dedicata agli emigranti.
Un vero e proprio viaggio all’interno della nostra storia.Ā
Al momento chiuso per ristrutturazione.
šļø Parco del Piave
Il bacino del Piave offre molteplici opportunitaĢ ricreative e turistiche, connesse non solo al viaggio fluviale.Ā
Il corso del Piave eĢ caratterizzato da eccezionali valenze ambientali; i bassi fondali, la frequente presenza di spiagge di sabbia fine, lāacqua trasparente, le numerose rapide, la possibilitaĢ di praticare la pesca alla trota e la discreta lontananza dai centri abitati sono i principali requisiti che attraggono verso queste sponde numerosi turisti.
š Miliario romano
Nel centro abitato di Fener dalla statale n. 348 āFeltrinaā si stacca, sulla destra di chi procede verso Nord, la strada dove esiste il cippo romano.
Di fronte a queste, una colonna in pietra bianca, originaria del luogo, bene conservata, distante dallāattuale strada circa 5 metri, eretta nel centro del giardinetto. Il miliario di Fener indica la distanza XI miglia da Feltre e quella identica tra Fener e Asolo.
Un prolungamento della via Aurelia che congiungeva āPataviumā (Padova) ad āAcelumā (Asolo).
āŖ Chiesa di San Michele Arcangelo (Fener)
Nominata nel 1455 come chiesa campestre āsub vocabulo Sancti Michaelisā dipendente da San Ulderico di Campo, subƬ gravi danni nel 1917-1918.
Attualmente si trovano: Altare maggiore con la pala di San Michele arcangelo; Altare del Sacro Cuore; Altare della Vergine del Carmelo; Altare di SantāAntonio.
Sul piazzale retrostante la chiesa vi è la statua della Madonna del Carmelo, considerata la più antica della zona.
āŖ Chiesa SantāAntonio Abate (Alano)
Della chiesa di San Antonio Abate si ha notizia fin dal 1461, ma nel 1535 veniva definita āmolto vecchiaā. Diventa chiesa parrocchiale nel 1792.
Nel 1809 viene fornita di cinque nuovi altari (Altare Maggiore, Altare della
Santa Croce, Altare dellāImmacolata, Altare di SantāAntonio di Padova, Altar della Madonna del Rosario).
Allāinterno della chiesa vi eĢ la pala di San Antonio Abate del Tizianello. La chiesa fu quasi completamente distrutta nel 1917, ricostruita nel primo do- poguerra (1921) e completata nel 1926.
āŖ Chiesa di SantāUlderico (Campo)
In centro a Campo, precisamente in piazza Forcellini, sorge le chiesa dedicata a SantāUlderico.
La prima notizia della chiesa ĆØ del 1193. Lāattuale ĆØ quella ricostruita dopo la Prima Guerra Mondiale.
Attualmente vi si trovano: altare maggiore (Pala di SantāUlderico); altare della Madonna del Rosario; Altare del Sacro Cuore; altare di Santa Barbara dono dei minatori; altare di SantāAntonio di Padova. Nella chiesa di San Ulderico ĆØ sepolto Egidio Forcellini
āŖOratorio San Vittore
Ć una chiesa minore. La sua origine ĆØ da collegarsi alle vicende della traslazione dei corpi dei Santi Vittore e Corona a Feltre e di Vincenzo Comirano, crociato con Giovanni da Vidor.
SubƬ parecchi rifacimenti e restauri, particolarmente nel 1672, nel 1928 e nel 1972.
Attualmente si trovano: lāaltare principale (in onore di San Vittore con statua in legno dello Stuflesser); lāaltare laterale (Madonna Immacolata in marmo del Marchiori).
Nel 1972 sono state sistemate alle pareti laterali quattro tele di V. Piasentini con le storie dei Santi Vittore e Corona.
āŖ Oratorio San Lorenzo
Se ne ha notizia sicura fin dal 1455, ma è più vecchio. Ricostruito nel 1927 e restaurato nel 1974 e nel 2000 ad opera di molti volontari. Nel 1644 è segnalato un altare dedicato a San Giovanni Nepomuceno, protettore delle acque.
Attualmente si trovano: Altare principale: statua di San Lorenzo; Altare laterale: statua di San Luigi Gonzaga; ai lati dellāaltare di San Lorenzo: Sacro Cuore di Gesù e Maria Immacolata.
⪠Capitello Madonna di Tessére
Il capitello della Madonna di Tessere si trova in localitĆ Col di Tessere e delimita il confine tra le parrocchie di Campo e di Alano.
Il sacello ĆØ stato costruito in onore della MaternitĆ di Maria Vergine (Madonn acon bambino ed angelo).
Il capitello della Madonna di Tessere ĆØ precedente il 1647. Lāattuale struttura e la costruzione dei chiostri risale al 1930.
Unāampia gradinata porta allāingresso del sacello, rialzato sul livello del piazzale e abbellito da un pronao sorretto da due colonne.
Ai lati, come due ali, si distendono i due chiostri. Allāinterno del sacello, sopra lāaltare, lāimmagine ritenuta miracolosa della Madonna di Tessere: una MaternitĆ di buona fattura, databile verso il 1600, incorniciata da roselline dipinte.
Il capitello, che sorge su un ampio piazzale con ai lati una croce e la chiesetta dedicata a San Giuseppe, è forse il più antico della zona, certamente il più importante e rinomato, un vero e proprio santuario che in molte occasioni passate e recenti (pestilenze, carestie, guerre, siccità calamità varie) è stato meta di pellegrinaggi delle popolazioni di Alano, di Quero, di Vas e di Segusino.
šļø Monumento Egidio Forcellini
Nellāottobre del 1879, presso il ponte sul Torrente Tegorzo, a Fener, viene inaugurato alla presenza di alte autoritĆ della cultura e della politica, il monumento ad Egidio Forcellini.
Forcellini, conosciuto e stimato dagli speciali- sti della filologia e dai poeti, ĆØ considerato da molti il āPrincipe dei lessicografiā, la sua opera monumentale ĆØ il āLessicoā (āLexicon totius latinitatisā).
Il monumento, a base triangolare, terminante in una cuspide piramidale in pietra viva e alto una dozzina di metri, ideato dallāingegnere querese Giovanni Faccinetto, ĆØ opera dellāingegner Rossi di Feltre.
š§āāļø Falesia Pont de la stua
Situata poco lontano dal caratteristico ponte in pietra chiamato Pont de la Stua, questa falesia e piu piccola rispetto a quella di Schievenin, ma non per questo meno interessante.
Le vie sono prevalentemente corte e tecniche, spesso verticali, con prese precise e appoggi sottili.
E un luogo ideale per chi cerca l’allenamento di forza e precisione in un contesto tranquillo e poco affollato.
La zona e immersa nel verde e attraversata da sentieri che si prestano a passeggiate rilassanti.
Il rumore del torrente che scorre vicino alla base delle pareti rende lambiente ancora piu suggestivo.
Per la sua accessibilita e bellezza, e un piccolo gioiello nascosto del mondo dellarrampicata veneta.
šŖØāĀ Cave dei MasarĆØ
Il toponimo, probabilmente derivato dal vocabolo latinoĀ maceries, Ā tipico di zone in cui veniva cavato materiale da costruzione. Qui i massi venivano estratti, spaccati in varie misure con mazze e cunei e sbozzati.
DopodichĆ© si procedeva al trasporto a valle, per mezzo delleĀ āmusseā, e poi con carri trainati da animali lungo le mulattiere più comodamente transitabili.
Tutta lāattivitĆ che si svolgeva ai MasarĆØ ĆØ documentata da testimonianze materiali: le āmasiĆ©reā, ovvero le pietraie formate dai pezzi di scarto, i ricoveri con muri a secco che ospitavano gli scalpellini e i vari sentieri lungo i quali si trasportava il materiale sono ancora perfettamente visibili.Ā
šŖØā Geosito della Val Calcino
E’ esposto per circa 500 metri lungo le sponde del torrente Calcino, tra i centri abitati di Campo e Colmirano.Ā
Il sito ĆØ di grande importanza a livello mondiale. Allāinterno del geosito sono stati riconosciuti e tuttora studiati, due particolari eventi della storia geologica del nostro pianeta di enorme rilevanza, che rendono il sito di grande importanza a livello mondiale. Il primo dei due corrisponde ad un evento di riscaldamento globale durato circa 500.000 anni noto come MECO, āregistratoā nelle marne del geosito, mentre il secondo ancora in fase di studio, rappresenta la transizione tra i piani Bartoniano e Priaboniano, e contribuirebbe a definire con più precisione la storia geologica del nostro pianeta
šļø Cimitero Militare Germanico
Sulla sommitĆ del Col Maor ĆØ situato il Cimitero Militare Germanico della Prima Guerra Mondiale.
Interamente costruito in granito, il mausoleo contiene le spoglie di 229 soldati appartenenti al corpo alpino germanico e 3236 austroungarici.
Lo scenario dalla cima dellāossario spazia su tutta la valle del Piave.
šļø Area Monumentale Monte Cornella
Sulle pendici del Monte Cornella, teatro di aspre battaglie durante la Grande Guerra, sorgono i due monumenti dedicati, in ricordo del loro massimo sacrificio per la difesa della Patria, ai due sottotenenti Giulio Gargiulo del 23° Reggimento Fanteria della Brigata Como e Carlo DaccoĢ del 2° Artiglieria di Montagna, morti nel novembre 1917 e decorati della Medaglia dāArgento al Valore Militare.
Poco distante ai due monumenti cāeĢ la piazzola dāosservazione.
Lāarea monumentale si raggiunge percorrendo il sentiero che parte dalla localitaĢ āCasette Rosseā.
šÆ Castel Nuovo
Una vera e propria fortezza medievale costruita nel 1376 da Jacopo Cavalli, capitano generale della Serenissima, per difendere la repubblica veneta dagli attacchi nemici.
EĢ dotata di due torri, ma un tempo una terza era eretta sulla sponda opposta del Piave.
Una grossa catena tesa tra le due torri sulle due rive serviva per gestire il pedaggio al passaggio delle zattere sul fiume.
Tra le mura del castello nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 1511 si compiĢ lāevento prodigioso della liberazione di San Girolamo Emiliani.
Capitano della Repubblica di Venezia, Girolamo Emiliani fu fatto prigioniero durante la guerra contro la lega di Cambrai e rinchiuso nella torre nel castello.
InvocoĢ la Vergine Maria che apparve e gli consegnoĢ le chiavi della torre dovāera rinchiuso. Illuminato cosiĢ dalla grazia divina dedicoĢ il resto della vita alla cura amorevole degli orfani tanto da essere proclamato dalla Chiesa Padre e Patrono universale degli orfani e della gioventuĢ abbandonata.
FondoĢ la congregazione dei padri Soma- schi alla quale appartiene oggi Castelnuovo.
āŖ Oratorio di San Valentino (Quero)
Edificato nel 1696, lāoratorio dedicato al Santo degli innamorati che sorge in riva al torrente Tegorzo eĢ una meta ideale per una passeggiata nel verde e nella quiete e per un pic-nic dato che la localitaĢ eĢ stata appositamente attrezzata.
Il 14 Febbraio si svolge la tradizionale e rinomata festa, che oltre alla Messa, prevede la benedizione della arance (frutto dei fiori dellāarancio con i quali si adornano le spose il giorno del matrimonio) che vengono poi distribuite ai convenuti e lanciate lungo i pendii attorno allāoratorio.
Allāinterno dellāoratorio la pala dellāaltare rappresenta San Valentino, con le insegne del martirio, e ai suoi piedi un cieco e una mamma con il figlioletto epilettico, a rappresentare alcuni dei miracoli ad esso attribuiti.
āŖ Falesia di Schievenin
La falesia di Schievenin e uno dei luoghi simbolo per l’arrampicata sportiva del Veneto.
Situata in una suggestiva valle incastonata tra le Prealpi bellunesi, offre centinaia di vie su roccia calcarea solida e grigia, con difficolta che vanno dal livello base fino al grado 8.
E molto frequentata tutto l’anno grazie alla varietĆ di esposizioni, che permettono di trovare sempre una parete adatta alla stagione.
L’ambiente e selvaggio ma accessibile, con pareti che si affacciano su torrenti, prati e boschi.
Non mancano zone attrezzate per chi vuole semplicemente godersi la natura o fare una passeggiata.
Ā Un luogo dove la roccia incontra il silenzio delle montagne
š² Castegner del Balech
E’ un antico insediamento rurale in quota, situato tra pascoli aperti e boschi radi. Il nome deriva da ācastagneriā, antiche strutture in pietra usate per lāessiccazione delle castagne, e āBalechā, toponimo locale.
Ancora oggi si possono vedere i resti dei muri a secco e delle vecchie capanne, testimoni della vita semplice e dura di un tempo.
Ć una meta affascinante per chi ama la storia del territorio e le escursioni in ambienti autentici.
Il luogo ĆØ raggiungibile con una piacevole camminata da Setteville e si presta bene a soste fotografiche o picnic.
In autunno, i colori della vegetazione rendono il paesaggio particolarmente suggestivo
ā°ļø Valle inferno
Nonostante il nome drammatico, la Valle Inferno ĆØ un angolo selvaggio e affascinante delle prealpi bellunesi.
Si tratta di una gola stretta e boscosa, con pareti alte e ombrose, attraversata da sentieri impervi ma emozionanti.
Ideale per chi cerca unāescursione fuori dai percorsi battuti, offre un contatto diretto con una natura incontaminata.
Il microclima fresco e umido favorisce la crescita di muschi, felci e piante rare.
Lungo il percorso si trovano ruscelli, piccole cascate e formazioni rocciose uniche.
Ć un luogo adatto a escursionisti esperti o accompagnati, e particolarmente affascinante nella stagione primaverile, quando lāacqua ĆØ abbondante e la vegetazione esplode di vita.
š Grotta Lourdes
Luogo di grande pace e serenitaĢ, la grotta naturale della Madonna di Lourdes situata in fondo ad un bosco di abeti si raggiunge percorrendo un sentiero a zig zag cosparso di stazioni della Via Crucis.
Stazione dopo stazione il percorso incantevole, che arricchisce lāanimo di chiunque lo compia con meditazione, conduce allāantro roccioso che ospita una statua della Madonna di Lourdes e una di Bernardette.
š Grotta Santa Barbara
Situata infondo allāabitato di Schievenin (frazione del comune di Quero), eĢ un cavo naturale, allargato con piuĢ di 400 mine e ben 500 giornate di lavoro gratuite.
Voluta dagli abitanti della valle fu terminata nellāinverno del 1924.
Alla grotta ci si arriva salendo una bellissima scalinata in pietra, allāinterno della grotta si puoĢ ammirare lāaltare in pietra ed incastonata in una nicchia della roccia la statua di Santa Barbara, protettrice dei minatori.
Ai piedi della scalinata dāaccesso alla grotta, la zona eĢ stata abbellita con un piccolo parcheggio, alcuni tavolini e panchine in legno adatte ad una sosta pic-nic.
š§ Fonte del Tegorzo
E’ una sorgente naturale di acqua freschissima che sgorga ai piedi dellāomonimo monte, molto amata dagli abitanti della zona e dagli escursionisti.
Lāacqua ĆØ limpida, potabile e spesso raccolta in borracce dai camminatori che attraversano i sentieri vicini.
Lāarea intorno alla fonte ĆØ ombreggiata, con tavoli in legno, ideali per una sosta.
Ć un luogo suggestivo per rilassarsi e ascoltare il suono dellāacqua che scorre.
ā°ļø LA VALLE DI SCHIEVENIN
La naturale bellezza della Valle di Schievenin non puoĢ che ammaliare chi percorre questi luoghi, per scoprire la storia e le forme di vita che vi dimorano.
Un itinerario dove si pregustano le bellezze di una natura vergine che si offre agli escursionisti desiderosi di conoscere nuovi percorsi alternativi che, fortunatamente risparmiati dal rumoroso transito delle solite vie estive, offrono la preziosa ed ormai rara opportunitaĢ di poter godere dei silenzi e della superba bellezza di ambienti alpini ancora naturali ed incontaminati.
La Valle di Schievenin presenta la possibilitaĢ di avviare lāappassionato del trekking verso tre differenti specialitaĢ escursionistiche
āŖ Chiesa di Seren
La nuova chiesa di Seren fu costruita nel XVIII secolo.
Le cause che ne determinarono la costruzione furono due: una materiale e lāaltra socio – religiosa.
In primo luogo era importante sostituire fisicamente la vecchia e precaria chiesa di S. Zenone che aveva subito parecchie lesioni provocate da franamenti e che comunque era distante dal centro del paese.
Il secondo motivo si ricollega al naturale incremento della popolazione accentuato in quel tempo e alla volontaĢ di costituire una parrocchia separata da quella di Rasai.
La concessione per la costruzione della chiesa porta la data del 7 dicembre 1770 e venne conclusa in sette anni.
La facciata fu rifinita solo nel 1823
āŖ Chiesa di San Siro
Sorge a circa 3,5 km da Seren in una ampio pianoro prativo circondato da abitazioni e da un ricco parco faunistico.
Fu costruita certamente prima del 1200 (e questo eĢ documentato) ma la data della consacrazione non ci eĢ pervenuta con certezza. Nel XVII e XVIII secolo la chiesa ospitoĢ le anime eremitiche della comunitaĢ e di questo fenomeno esiste unāampia documentazione.
La chiesa oggi si presenta in ottimo stato ed eĢ costituita da un ampio pronao, da unāunica navata che sfocia in un maestoso presbiterio e da una piccola ma graziosa sacrestia.
āŖ Chiesa di Caupo
Lāattuale posizione della chiesa di Caupo ha una precisa spiegazione storica.
Nel 1304 ci fu una spaventosa alluvione che distrusse tutto il paese e quindi anche la vecchia chiesa che si trovava lungo lāodierna via Arten.
Quando il paese fu ricostruito, il nuovo edificio religioso fu posizionato in alto e lontano da altre eventuali alluvioni.
Sulla facciata eĢ affrescato S. Cristoforo che porta sulle spalle il bambino GesuĢ.
Nel XVII secolo la chiesa fu allargata e furono costruiti anche i due altari laterali.
Anticamente il cimitero si trovava di fianco la chiesa e solo piuĢ tardi fu spostato in basso dove si trova anche oggi.
šāš„ā Casel Loc . Stalle
Il comune di Seren ne contava piuĢ di uno.
Questi edifici erano delle latterie dove veniva portato tutto il latte della zona; anche in valle ne confluivano quantitaĢ considerevoli (in quello delle āStalleā ne giungevano anche 9 quinta- li ogni due giorni).
Oggi queste latterie sono state ristrutturate a cura delle associazioni locali e vengono usate con scopi sociali e ludici.
In autunno i bambini delle scuole possono ancora assistere alla produzione dimostrativa di formaggio, burro e ricotta.
š„ La Fornace
Costruita nel 1921 su iniziativa della famiglia Secco di Caupo per utilizzare la grande quantitaĢ di legname schiantato durante gli eventi bellici del 1915-1918.
Lo scopo era la produzione di calce; per ottenerla si usavano i sassi cosiĢ detti ācalzinerā che contenevano cioeĢ alte percentuali di questa materia.
I sassi venivano introdotti dallāalto e il fuoco si accendeva dal basso; lentamente il calore generava un processo dal quale si ricavava la calce che poi veniva venduta o usata in loco.
Oggi intorno alla fornace cāeĢ un bellissimo punto ristoro e proprio da qui parte un sentiero che porta fino alle cime piuĢ alte del massiccio del Grappa.
š Casa Prassolan
Chi ama la montagna e desidera percorrere gli innumerevoli sentieri, scoprirne la ricchezza della vegetazione, della fauna, della storia, troveraĢ in Casa Prassolan, nella verde conca delle Bocchette, ai piedi del Monte Grappa, il luogo ideale in cui soggiornare.
Casa Prassolan, situata a 1.300 metri di altitudine, eĢ un ottimo punto di partenza per escursioni orientate alla scoperta delle particolaritaĢ naturalistiche, storiche e antropologiche del Monte Grappa.
A partire dalla struttura eĢ possibile raggiungere Cima Grappa in poco piuĢ di unāora, visitare i luoghi della Grande Guerra, accedere allāAlta Via degli Eroi.
A poca distanza da casa Prassolan, inoltre, passa il percorso dellāAnello naturalistico del Grappa, lungo il quale sono illustrati, attraverso pannelli didattici, i piuĢ importanti aspetti botanici, faunistici e storici del Massiccio del Grappa.
šļø Museo Fotografico della Grande Guerra di Seren del Grappa
Il museo espone il materiale fotografico relativo ai comuni del Grappa: scatti realizzati dai fotografi dellāesercito austro-ungarico nellāanno di invasione 1917-1918, che provengono in larga parte dagli archivi di Stato e dal Museo della Guerra di Vienna.
Trovano collocazione anche decine di reperti bellici, come proiettili per artiglieria sia italiani che austro-ungarici, documenti quali volantini propagandistici, cartine ufficiali, passaporti e altri documenti ufficiali, spolette e inneschi, materiale personale rinvenuto nelle trincee.
Il tutto organizzato per temi: lāinvasione, Feltre e il feltrino, le opere di guerra, la Guerra, la gente e i luoghi.
Apertura: Rivolgersi alla Biblioteca Comunale che si trova nello stesso edificio: mercoledƬ dalle 9.00 alle 12.00 e venerdƬ dalle 14.00 alle 18.00
Ā Fojaroi
Queste costruzioni hanno la particolaritĆ di avere la copertura del tetto fatta con frasche di faggio; la tradizione si ĆØ mantenuta viva sino agli anni della seconda guerra.
Il taglio dei rami deve essere effettuato con lāultima luna calante di agosto che coincide con lāapice vegetativo delle piante; in questo modo le foglie hanno una resistenza maggiore.
Passando per la val Granda e seguendo lāitinerario si ritorna al punto di partenza.