La storia della caséta de l’aqua

Borghi Parlanti - Percorso Fontane

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”, “Progetto locale di rigenerazione culturale, sociale e turistica nel Comune di Alano di Piave”

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16 - CASETTA DE L'AQUA

Storia, memoria e leggenda di una sorgente che non si è mai spenta 

Tra i boschi e i sentieri che salgono dolcemente dal borgo di Alano di Piave, immersa nella quiete della natura, si trova la “casetta dell’ aqua”: un piccolo edificio in pietra, discreto nella sua semplicità, ma carico di significato storico e simbolico per la comunità alanese. 

Questa antica struttura, realizzata probabilmente nella seconda metà del XVIII secolo, rappresenta il primo acquedotto del paese, un tempo capace di portare l’acqua potabile a tre fontane pubbliche: un servizio fondamentale per la vita quotidiana, in un’epoca in cui non esistevano impianti idrici moderni e l’accesso all’acqua era una vera questione di sopravvivenza. 

Le tre fontane che ricevevano l’acqua dalla sorgente custodita nella casetta erano: 

* La fontana in Piazza dei Martiri, edificata nel 1798, che sorge su una più antica struttura segnalata già in mappe del XVII secolo. 

* La fontana del Lavagol, situata nella piazzetta che oggi si apre davanti alla pizzeria “Da Ezio”. 

* La fontana del Brentuz, un tempo visibile nei pressi dell’attuale panificio “Errandi”, smantellata tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 per permettere l’allargamento di via Santa Lucia. Di questa fontana oggi ne rimane una piccola testimonianza grazie ad una fontana a colonna. 

La “casetta dell’ aqua” protegge una sorgente che ancora oggi si dimostra sorprendentemente viva e generosa. Nonostante le numerose siccità che hanno colpito il territorio negli ultimi anni, tra cui quella gravissima del 2022, questa sorgente non ha mai cessato di scorrere, mantenendo il suo flusso costante anche quando tutte le altre fonti erano prosciugate. Secondo alcune ipotesi locali, l’acqua proverrebbe da una cavità nascosta nel Monte Madal, conferendo al sito un alone di mistero e fascino naturale. 

La casetta è costruita in pietra locale e, in origine, era dotata di una porta in legno, probabilmente a protezione della sorgente. Ancora oggi si può osservare sulla facciata il profilo squadrato dove era incassata. Durante il restauro è riaffiorata anche una piccola vasca di raccolta dell’acqua, completamente nascosta da detriti e terra, che serviva a regolare il flusso idrico verso le fontane, attraverso antichi tubi in pietra – un ingegnoso sistema di distribuzione, silenzioso ma efficace. 

Il sentiero che porta alla “casetta dell’ aqua” attraversa un paesaggio ricco di testimonianze storiche. Lungo il cammino si incontra un muro in pietra a secco costruito con blocchi ciclopici: una straordinaria opera muraria che suggerisce l’intervento di maestranze locali. Alano di Piave, infatti, può vantare una solida tradizione di scalpellini, artigiani esperti nella lavorazione della pietra. A loro si devono molti elementi caratteristici del paesaggio urbano: le fontane scolpite, i muretti, i marciapiedi lastricati, persino il campanile della chiesa parrocchiale. 

Il recupero della “casetta dell’ aqua” 

Negli anni, il tempo e l’abbandono avevano lasciato i loro segni sulla struttura. Alcune parti della casetta avevano cominciato a cedere, compromesse dalle radici degli arbusti che crescevano senza controllo, e la stabilità dell’edificio era seriamente minacciata. 

Nel 2020, le associazioni locali che promuovono il “Giro delle Fontane”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Venezia, hanno avviato un accurato intervento di restauro e messa in sicurezza. I lavori hanno permesso non solo di salvare il manufatto, ma anche di restituirgli dignità e visibilità, riportandolo al centro del patrimonio storico e identitario della comunità. 

Oggi, pur avendo perso la sua funzione originaria di acquedotto, la “casetta dell’ aqua” rappresenta un luogo della memoria e un simbolo della continuità tra passato e presente: è una tappa imperdibile per chi desidera conoscere la storia nascosta di Alano e il profondo legame del paese con la sua acqua. 

Una leggenda tutta alanese 

Una tradizione popolare molto antica, tramandata oralmente di generazione in generazione, racconta che i bambini ad Alano non venivano portati dalla cicogna. Secondo il racconto, le mamme andavano invece a prenderli proprio alla “casetta dell’ aqua”, dove “nascevano” grazie alla forza vitale della sorgente. 

Un’immagine poetica e tenera, che sottolinea l’importanza dell’acqua come simbolo di vita, fertilità e rinascita, e che ben si inserisce nel più ampio patrimonio di leggende rurali legate agli elementi naturali. 

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